Classe ’86, gemelli, da sempre irrequieta e aperta al nuovo, il primo servizio a otto anni, un vassoio con il caffé di un Cliente: in un ristorante ci sono nata, con i miei genitori impegnati giorno e notte per far funzionare l’attività di famiglia. Bambina e poi adolescente sempre tra i tavoli di un ristorante, forse avrei dovuto fare altro, ma questa è la mia voce. La ristorazione ce l’ho dentro da sempre, la amo nonostante le ore rubate alla mia infanzia, è un amore profondo. Il mio non è un grande percorso di carriera, non nel senso canonico almeno: niente alberghiero e una gavetta non in cucine stellata, ma in 3.712 eventi catering (li ho contati lo giuro) con Gabriella Pietrini al suo Bon Ton, in banchetti da 1.000 persone durante manifestazioni come Artissima, con la Chef stellata Mariangela Susigan, dalla quale un po’ ho rubato e tante ore ho dato, e alla quale sono grata per alcune lezioni di vita oltre che di cucina. E poi ci sono ore sui libri, master, corsi, tanta voglia di crescere e tanta esperienza fatta sul campo in attività mie o con altri compagni di viaggio, non sempre i migliori, ma ciascuno maestro in qualcosa e parte di ciò che sono oggi. Svolgo Consulenze e Docenze, cresco ogni giorno grazie ai miei allievi e porto avanti la mia cucina, che ho avuto il piacere di raccontare attraverso i miei piatti agli amici di Gambero Rosso ed Eataly. Ora sono qui, nella famiglia del Pepefresco, ed è casa, la casa in cui accogliere i miei ospiti e in cui portare nel piatto le mie idee ed il mio gusto, sperando nel vostro “Wow!”, in linea perfetta con la filosofia “TOP-POP” di questo locale.

Penso che quello che ci manca di più sia il ricordo di casa, di quei profumi e sapori che non si scordano mai. Troppo spesso ci dimentichiamo calore, profumi, colori e sapori delle domeniche a tavola o delle sere dai nostri nonni e dalle nostre mamme, amore in ogni boccone. Nella mia cucina sperimentiamo, sconvolgiamo sapori, creiamo opere d’arte su tele di porcellana, senza mai dimenticare da dove tutto questo amore proviene: la nostra casa è stata la nostra scuola di vita, la cucina del futuro è un tuffo nel passato, alla ricerca di sensazioni nuove, evocatrici di ancestrali emozioni. Così ogni mattina mi alzo pensando a come potrò far star bene i miei ospiti, con questo pensiero faccio la spesa tra i banchi del mercato o dai miei contadini di fiducia, scegliendo principalmente prodotti di stagione ma non solo, cercando anche la nota speciale che può far innamorare di un piatto e che non sempre sta al Km 0 e a volte se ne infischia delle stagioni. Prepariamo, assaggiamo, condividiamo, fino a che non troviamo l’equilibrio di gusti e consistenze. E poi ci lavoriamo e ci lavoriamo ancora, fino a che il piatto non diventa uno stimolo per tutti e 5 i sensibello, profumato, buono, divertente e in un contesto armonico. Questo è ciò che mi piace trovare quando vado al ristorante, questo è quello che voglio far vivere ai miei ospiti quando decidono di venirmi a trovare.
Tamara Zanellato
Executive Chef Pepefresco Carmagnola